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Si comincia da piccoli

I primi sintomi della sindrome “fuori posto” incominciano a manifestarsi da piccoli. Appena ci è data la facoltà di capire il concetto di “posto” abbiamo immediatamente qualcosa “fuori posto”. Se pensiamo alle nostre prime esperienze pre scolastiche o scolastiche possiamo risalire alla nostra prima esperienza di disagio.
Chi non si è mai sentito dire: “Vai subito a posto!”, “Siediti al tuo posto!” e con la scusa dell’educazione incominciano a farci sentire fuori posto. Non è neanche difficile ricordare una situazione in cui gentilmente invitati dai genitori siamo stati costretti a subire pranzi, cene o alla peggio intere giornate (un brivido mi coglie se penso all’intero periodo delle vacanze scolastiche) con parenti vari e amici.
Se le cose stanno veramente così è strano che nessuno sia mai uscita di esternare il proprio malinconico disagio oppure la ferrea educazione è servita a qualcosa e preferiamo tenerci tutto dentro per poi pagare lautamente persone che ascoltano diligentemente, prendendo anche appunti, le nostre prime esperienze di disagio. Tutto questo per mettere a tacere in modo professionale il proprio disagio.
Sfido chiunque a non ricordare di aver mai provato il nobile stato di noia. Ed ecco che a giustificare la prima sensazione di disagio ci si mettono anche gli esperti, che ritengono questi tediosi momenti come necessari per lo sviluppo creativo del bambino.
Così anche i genitori hanno la coscienza a posto e continuano faticosamente a organizzare la propria esistenza e quella dei propri figli.


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